CI VUOLE UN SORRISO! QUADERNONE DI GRAMMATICA E SCRITTURA 3

EVITARE LE RIPETIZIONI Un racconto che contiene troppe volte le stesse parole, risulta noioso e poco piacevole da leggere.Osserva quante volte la parola «dopo» è contenuta in questo racconto.Ieri pomeriggio la mia amica Susanna è venuta a casa mia.Appena è arrivata abbiamo fatto merenda, dopo ci siamo riposate un po’ leggendo un giornalino, dopo è arrivato il momento di fare i compiti. Dopo abbiamo giocato con le bambole, dopo ci siamo stancate e abbiamo deciso di uscire in cortile. Lì c’erano altri bambini e con loro abbiamo giocato a nascondino. Dopo è venuta la mamma di Susanna a prenderla, dopo ci siamo salutate e dopo Susanna è andata a casa.Riscrivi il breve racconto sostituendo alla parola troppo usata altre parole per indicare la successione delle azioni compiute durante il pomeriggio.successivamente - quando - in seguito - al termine - infine - quindi - poi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .



EVITARE LE RIPETIZIONI



Un racconto che contiene troppe volte le stesse parole, risulta noioso e poco piacevole da leggere.
Osserva quante volte la parola «dopo» è contenuta in questo racconto.

Ieri pomeriggio la mia amica Susanna è venuta a casa mia.
Appena è arrivata abbiamo fatto merenda, dopo ci siamo riposate un po’ leggendo un giornalino, dopo è arrivato il momento di fare i compiti. Dopo abbiamo giocato con le bambole, dopo ci siamo stancate e abbiamo deciso di uscire in cortile. Lì c’erano altri bambini e con loro abbiamo giocato a nascondino. Dopo è venuta la mamma di Susanna a prenderla, dopo ci siamo salutate e dopo Susanna è andata a casa.

Riscrivi il breve racconto sostituendo alla parola troppo usata altre parole per indicare la successione delle azioni compiute durante il pomeriggio.
successivamente - quando - in seguito - al termine - infine - quindi - poi
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .