CI VUOLE UN SORRISO! LETTURE 3

LA STATUA DI CERA Tanto tempo fa vivevano un vecchio e sua moglie. L’uomo si lamentava perché non avevano bambini. Un giorno la moglie gli disse di prendere della cera, della pasta di pane, del miele e dello zucchero e di farne una statua che raffigurasse una ragazza.Così fecero e misero dentro il corpo del filo di ferro, in modo che potesse muoversi come se fosse viva. Era molto bella e i due vecchi avevano l’abitudine di metterla sul balcone.Un giorno passò di lì il figlio del re. Vide la ragazza e, credendola viva, se ne innamorò. L’indomani mandò a dire ai due vecchi di mandare la figlia al palazzo reale.I due si spaventarono, ma la moglie si fece coraggio e disse che bisognava mandarla.Vennero otto servi con una portantina, vi misero la ragazza e tirarono le tendine. Durante il cammino, si fermarono a mangiare e a bere e, mentre erano all’osteria, passarono di lì dodici fate che alzarono le tendine.- Che bella creatura! Bisogna farle un regalo - dissero.E le regalarono la vita e l’istruzione.Quando tornarono i servi, si chiesero: - Come mai è diventata così pesante?La ragazza li sentì e rispose: - E voi non siete diventati più pesanti dopo aver mangiato? Anch’io ho fatto lo stesso.Giunsero al palazzo e tutti rimasero a bocca aperta per la sua bellezza e per la sua istruzione.Il principe ordinò i festeggiamenti per le nozze. La ragazza fece venire i suoi genitori e, in segreto, spiegò tutto, raccomandando di non dire mai niente a nessuno, altrimenti sarebbe tornata a essere una statua di cera.Beatrice Solinas Donghi, Fiabe liguri, Mondadori LEGGO E CAPISCOMetti in ordine numerando da 1 a 6. Scrivi sotto ogni sequenza queste parole: inizio, sviluppo (puoi scriverlo più volte), aiutante, lieto fine.

LA STATUA DI CERA

Tanto tempo fa vivevano un vecchio e sua moglie. L’uomo si lamentava perché non avevano bambini. Un giorno la moglie gli disse di prendere della cera, della pasta di pane, del miele e dello zucchero e di farne una statua che raffigurasse una ragazza.
Così fecero e misero dentro il corpo del filo di ferro, in modo che potesse muoversi come se fosse viva. Era molto bella e i due vecchi avevano l’abitudine di metterla sul balcone.
Un giorno passò di lì il figlio del re. Vide la ragazza e, credendola viva, se ne innamorò. L’indomani mandò a dire ai due vecchi di mandare la figlia al palazzo reale.
I due si spaventarono, ma la moglie si fece coraggio e disse che bisognava mandarla.
Vennero otto servi con una portantina, vi misero la ragazza e tirarono le tendine. Durante il cammino, si fermarono a mangiare e a bere e, mentre erano all’osteria, passarono di lì dodici fate che alzarono le tendine.
- Che bella creatura! Bisogna farle un regalo - dissero.
E le regalarono la vita e l’istruzione.
Quando tornarono i servi, si chiesero: - Come mai è diventata così pesante?
La ragazza li sentì e rispose: - E voi non siete diventati più pesanti dopo aver mangiato? Anch’io ho fatto lo stesso.
Giunsero al palazzo e tutti rimasero a bocca aperta per la sua bellezza e per la sua istruzione.
Il principe ordinò i festeggiamenti per le nozze. La ragazza fece venire i suoi genitori e, in segreto, spiegò tutto, raccomandando di non dire mai niente a nessuno, altrimenti sarebbe tornata a essere una statua di cera.
Beatrice Solinas Donghi, Fiabe liguri, Mondadori
LEGGO E CAPISCO
Metti in ordine numerando da 1 a 6. Scrivi sotto ogni sequenza queste parole: inizio, sviluppo (puoi scriverlo più volte), aiutante, lieto fine.