CI VUOLE UN SORRISO! LETTURE 3

IL SEMPREVERDE Un giorno di un tempo lontano cominciava a far freddo: si avvicinava l’inverno. Un uccellino, che aveva un’ala ferita, non sapeva dove ripararsi. Si guardò attorno e vide gli alberi di un bosco. «Forse gli alberi mi ripareranno durante la stagione fredda!» pensò l’uccellino. Il primo albero che incontrò fu la betulla. - Cara betulla - implorò l’uccellino - vuoi lasciarmi vivere fra le tue fronde fino alla buona stagione? - Non posso - rispose la pianta. - Sono già abbastanza occupata a custodire le mie foglie. Cerca riparo altrove. L’uccellino volò allora presso un salice che sorgeva sulla riva di un fiume e gli chiese rifugio. - No, io non ospito mai gli sconosciuti. Vola via lontano da me! Il povero uccellino non sapeva più a chi rivolgersi. Si fermò, triste e tremante, presso un cespuglio. Lo vide un abete e gli chiese:- Che cos’hai, uccellino?- Oh, buon abete! Gli alberi non vogliono darmi ospitalità e io non posso volare verso sud con quest’ala ferita. - Vieni da me - lo invitò il grande abete. - Scegli tra i miei rami quello che più ti piace. - Oh, grazie! - esclamò l’uccellino. - E potrò restare con te tutto l’inverno? - Certamente, mi terrai compagnia. Poche notti dopo arrivò il Vento del Nord e andò a giocare nel bosco. Sferzò le foglie degli alberi per farle cadere a terra. - Posso divertirmi con tutti gli alberi? - domandò a suo padre, il Re dei venti. - No - rispose il Re. - Gli alberi che sono stati buoni con gli uccellini feriti vanno lasciati in pace. Così il Vento del Nord lasciò tranquillo l’abete, che conservò tutte le sue foglie fino alla primavera e divenne un sempreverde. E da quei tempi lontani è sempre avvenuto così. Piero Domenichelli, Stagion novella, Andò CAPISCO LE PAROLE Le fronde sono i rami degli alberi carichi di foglie. SPAZIO Anche a te è capitato di essere stato aiutato da un amico in un momento di difficoltà o, al contrario, di aver aiutato qualcuno? Racconta. LEGGO E CAPISCO Rispondi alle domande. - Perché la betulla non volle ospitare l’uccellino? - Che cosa rispose il salice all’uccellino che gli chiedeva un riparo per l’inverno? - Perché l’uccellino non poteva migrare nei paesi caldi come gli altri uccelli?

IL SEMPREVERDE

Un giorno di un tempo lontano cominciava a far freddo: si avvicinava l’inverno.
Un uccellino, che aveva un’ala ferita, non sapeva dove ripararsi.
Si guardò attorno e vide gli alberi di un bosco.
«Forse gli alberi mi ripareranno durante la stagione fredda!» pensò l’uccellino.
Il primo albero che incontrò fu la betulla.
- Cara betulla - implorò l’uccellino - vuoi lasciarmi vivere fra le tue fronde fino alla buona stagione?
- Non posso - rispose la pianta. - Sono già abbastanza occupata a custodire le mie foglie.
Cerca riparo altrove.
L’uccellino volò allora presso un salice che sorgeva sulla riva di un fiume e gli chiese rifugio.
- No, io non ospito mai gli sconosciuti. Vola via lontano da me!
Il povero uccellino non sapeva più a chi rivolgersi. Si fermò, triste e tremante, presso un cespuglio.
Lo vide un abete e gli chiese:
- Che cos’hai, uccellino?
- Oh, buon abete! Gli alberi non vogliono darmi ospitalità e io non posso volare verso sud con quest’ala ferita.
- Vieni da me - lo invitò il grande abete. - Scegli tra i miei rami quello che più ti piace.
- Oh, grazie! - esclamò l’uccellino. - E potrò restare con te tutto l’inverno?
- Certamente, mi terrai compagnia.
Poche notti dopo arrivò il Vento del Nord e andò a giocare nel bosco. Sferzò le foglie degli alberi per farle cadere a terra.
- Posso divertirmi con tutti gli alberi? - domandò a suo padre, il Re dei venti.
- No - rispose il Re. - Gli alberi che sono stati buoni con gli uccellini feriti vanno lasciati in pace.
Così il Vento del Nord lasciò tranquillo l’abete, che conservò tutte le sue foglie fino alla primavera e divenne un sempreverde.
E da quei tempi lontani è sempre avvenuto così.
Piero Domenichelli, Stagion novella, Andò