CI VUOLE UN SORRISO! LETTURE 3

L’AGGIUSTATORE DI PAROLE «Si aggiustano e si trasformano parole» c’è scritto in un cartello sulla porta della bottega. Entra un cliente. - Buongiorno - dice, - vorrei mettere un po’ di ordine in questa parola, è tutta scombinata… Si legge nordie, chissà che cos’è! Lei può fare qualcosa? L’aggiustatore osserva la parola sopra e sotto, consulta un grosso libro, il Parolaio, misura la pressione delle sillabe, cambia di posto vocali e consonanti. Finalmente riesce a rimettere in ordine la bislacca parola e riconsegna al cliente la parola ordine. - Ma guarda un po’, chi l’avrebbe detto! - esclama sorpreso quest’ultimo. Poco dopo entra un altro signore, è preoccupato, chiede di sistemargli in fretta una parola che si presenta scritta così: giugasta. L’aggiustatore ci lavora subito, prende un paio di pinzette e inizia un’operazione delicata che richiede molta attenzione, ma alla fine ottiene la parola aggiusta e il cliente è molto soddisfatto. Poi una signora gli porta aciinps da riparare. È una stranissima parola, a che cosa serve così com’è? È incomprensibile! L’aggiustatore ci lavora sodo e ricava la parola spinaci, ma subito pensa: «Li ho mangiati ieri, basta!» e riprende a lavorarci molto seriamente, la cambia, la trasforma in piscina. Ora è contento e riconsegna la parola con un sorriso. La giornata di lavoro è finita. - Mi è venuta voglia di andare a nuotare! - esclama l’aggiustatore dirigendosi alla porta, ma nella stanza ci sono parole sparse tutte in disordine, anche sul pavimento. L’aggiustatore inciampa nella parola gola, che si trasforma in goal, vola, batte sul soffitto e poi ricade a terra con un sibilo. L’uomo le dà un leggero ritocco, solo per trasformarla in lago, parola più tranquilla e distesa. - Ora però - esclama - sono indeciso: vado a nuotare in piscina o al lago? Pietro Formentini, Parola mongolfiera, Nuove Edizioni Romane CAPISCO LE PAROLE Che cosa vuol dire, secondo te, la parola bislacco? Strano Disordinato Malvagio LEGGO E CAPISCO Segna con una X se questo racconto ti sembra: realistico fantastico Spiega il perché. PAROLE IN CODICE Questa storia si basa sul gioco dell’anagramma, che consiste nel cambiare l’ordine delle lettere di una parola, per ottenere un’altra parola con un significato diverso. Prova tu ad anagrammare le seguenti parole giocando con i tuoi compagni. torta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ramo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . mina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . tana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

L’AGGIUSTATORE DI PAROLE

«Si aggiustano e si trasformano parole» c’è scritto in un cartello sulla porta della bottega.
Entra un cliente.
- Buongiorno - dice, - vorrei mettere un po’ di ordine in questa parola, è tutta scombinata…
Si legge nordie, chissà che cos’è! Lei può fare qualcosa?
L’aggiustatore osserva la parola sopra e sotto, consulta un grosso libro, il Parolaio, misura la pressione delle sillabe, cambia di posto vocali e consonanti.
Finalmente riesce a rimettere in ordine la bislacca parola e riconsegna al cliente la parola ordine.
- Ma guarda un po’, chi l’avrebbe detto! - esclama sorpreso quest’ultimo.
Poco dopo entra un altro signore, è preoccupato, chiede di sistemargli in fretta una parola che si presenta scritta così: giugasta.
L’aggiustatore ci lavora subito, prende un paio di pinzette e inizia un’operazione delicata che richiede molta attenzione, ma alla fine ottiene la parola aggiusta e il cliente è molto soddisfatto.
Poi una signora gli porta aciinps da riparare. È una stranissima parola, a che cosa serve così com’è?
È incomprensibile!
L’aggiustatore ci lavora sodo e ricava la parola spinaci, ma subito pensa: «Li ho mangiati ieri, basta!» e riprende a lavorarci molto seriamente, la cambia, la trasforma in piscina.
Ora è contento e riconsegna la parola con un sorriso.
La giornata di lavoro è finita.
- Mi è venuta voglia di andare a nuotare! - esclama l’aggiustatore dirigendosi alla porta, ma nella stanza ci sono parole sparse tutte in disordine, anche sul pavimento. L’aggiustatore inciampa nella parola gola, che si trasforma in goal, vola, batte sul soffitto e poi ricade a terra con un sibilo. L’uomo le dà un leggero ritocco, solo per trasformarla in lago, parola più tranquilla e distesa.
- Ora però - esclama - sono indeciso: vado a nuotare in piscina o al lago?
Pietro Formentini, Parola mongolfiera, Nuove Edizioni Romane