CI VUOLE UN SORRISO! LETTURE 3

IL SUONO DEL VENTO… Per imitare il suono del vento puoi costruire questo uccello «frusciante».Materiali: un tappo di sughero, uno spiedino di metallo, uno scovolino da pipa nero, perline, carta rossa, matita da trucco o smalto per unghie, forbici, colla, 3 penne lunghe da 10 a 20 cm, un filo di lana sottile, un bastoncino di legno.1. Pratica con lo spiedino un foro da parte a parte nel centro del tappo di sughero (Fatti aiutare da un adulto).Inserisci lo scovolino e infila una grande perlina come testa.2. Ora piega lo scovolino ai due capi, lasciando da entrambe le parti circa 1 cm.Incolla le estremità all’apertura della perlina oppure all’interno del tappo di sughero.3. Ritaglia due strati di carta rossa a forma di becco.4. Incolla le due parti del becco all’estremità dello scovolino al di sopra della perlina.Dipingi gli occhi con la matita da trucco o lo smalto.5. Sul dorso del sughero pratica un’apertura e inserisci le penne.6. Applica il filo di lana dietro.7. Annoda l’altra estremità del filo di lana a un bastoncino e incollalo per fissarlo bene.Muovi il bastoncino nell’aria descrivendo un cerchio e facendo volare l’uccellino: si creerà un suono simile a quello prodotto dal vento. Mentre Markus correva, ben conscio del pericolo che lo inseguiva, vide un’apertura in un gruppo di massi sul pendio della collinetta e ci si infilò.Lo stretto cunicolo sfociava in una grotta oscura, forse la tana abbandonata di qualche animale. Markus rimase immobile nel buio della grotta osservando la tenue luce che filtrava dall’apertura.Sentì l’orso all’esterno che rabbiosamente cercava di allargare con gli artigli l’ingresso della grotta, scavando invano sulla roccia granitica.«Scava, scava, stupido orso» si disse per farsi un po’ di coraggio.«Qui dentro sono al sicuro dai tuoi artigli, e se vorrai mangiare dovrai trovarti un’altra preda». Fai pure quel che credi,ormai sono al sicuronascosto in questa grotta.Tu qui non riesci a entrar.L’entrata è troppo strettaper la tua grossa mole.Lo so che sei affamatoe che mi vuoi mangiar.Se avessi qui il mio arcogià ti farei vedere,ho una buona mirae tu sei un bel bersaglio.Per cui se vuoi mangiarevai pur da un’altra parte,dai retta ti conviene,vattene via di qui. A intervalli una goccia cadeva: un rumore secco e rapido seguito da una piccola pausa, con regolarità.A quel suono, Markus aggiunse quello delle pietre che batteva tra di loro e contro le pareti della caverna, poi iniziò a modulare la voce seguendo il ritmo. Ta ta tum Ta ta tumSono bloccato quiin questa caverna.Ta ta tum Ta ta tumBatti un po’ le mani,tieni questo ritmo.Ta ta tum Ta ta tumBasta qualche sassoper fare del gran chiasso.Ta ta tum Ta ta tumSe non hai le pietreusa le tue mani.Ta ta tum Ta ta tumBatti con i piediquesto ritmo antico.Ta ta tum Ta ta tumBattilo più fortee sarai mio amico.Ta ta tum Ta ta tum (onos otaccolb iuq)(ni atseuq anrevac)(ittab nu ‘op el inam)(ineit otseuq omtir)(atsab ehclauq ossas)(rep eraf led narg ossaihc)(es non iah el erteip)(asu el eut inam)(ittab noc i ideip)(otseuq omtir ocitna)(olittab ùip etrof)(e iaras oim ocima) Trasforma una canzone di cui conosci a memoria il testo in un canto primitivo. Scrivi le parole al contrario e leggi scandendole bene: il tuo linguaggio sarà misterioso e incomprensibile! Batti le mani contro le cosce sbuffa col petto piega le gambe lascia che i fianchi si muovano a tempo sbatti i piedi più forte che puoi.Rispondi.- Chi è il protagonista della storia?- Dove si trova all’inizio della vicenda?Con chi?Perché?- Che cosa rappresentavano i disegni sulla parete della grotte?- Hai capito grazie a quale «magia» Markus è stato teletrasportato nella preistoria?È salito su una macchina del tempo.Ha appoggiato la sua mano sull’impronta di una mano dipinta.

IL SUONO DEL VENTO…

Per imitare il suono del vento puoi costruire questo uccello «frusciante».

Materiali: un tappo di sughero, uno spiedino di metallo, uno scovolino da pipa nero, perline, carta rossa, matita da trucco o smalto per unghie, forbici, colla, 3 penne lunghe da 10 a 20 cm, un filo di lana sottile, un bastoncino di legno.

1. Pratica con lo spiedino un foro da parte a parte nel centro del tappo di sughero (Fatti aiutare da un adulto).
Inserisci lo scovolino e infila una grande perlina come testa.
2. Ora piega lo scovolino ai due capi, lasciando da entrambe le parti circa 1 cm.
Incolla le estremità all’apertura della perlina oppure all’interno del tappo di sughero.
3. Ritaglia due strati di carta rossa a forma di becco.
4. Incolla le due parti del becco all’estremità dello scovolino al di sopra della perlina.
Dipingi gli occhi con la matita da trucco o lo smalto.
5. Sul dorso del sughero pratica un’apertura e inserisci le penne.
6. Applica il filo di lana dietro.
7. Annoda l’altra estremità del filo di lana a un bastoncino e incollalo per fissarlo bene.
Muovi il bastoncino nell’aria descrivendo un cerchio e facendo volare l’uccellino: si creerà un suono simile a quello prodotto dal vento.
Mentre Markus correva, ben conscio del pericolo che lo inseguiva, vide un’apertura in un gruppo di massi sul pendio della collinetta e ci si infilò.
Lo stretto cunicolo sfociava in una grotta oscura, forse la tana abbandonata di qualche animale. Markus rimase immobile nel buio della grotta osservando la tenue luce che filtrava dall’apertura.
Sentì l’orso all’esterno che rabbiosamente cercava di allargare con gli artigli l’ingresso della grotta, scavando invano sulla roccia granitica.
«Scava, scava, stupido orso» si disse per farsi un po’ di coraggio.
«Qui dentro sono al sicuro dai tuoi artigli, e se vorrai mangiare dovrai trovarti un’altra preda».

Fai pure quel che credi,
ormai sono al sicuro
nascosto in questa grotta.
Tu qui non riesci a entrar.

L’entrata è troppo stretta
per la tua grossa mole.
Lo so che sei affamato
e che mi vuoi mangiar.

Se avessi qui il mio arco
già ti farei vedere,
ho una buona mira
e tu sei un bel bersaglio.

Per cui se vuoi mangiare
vai pur da un’altra parte,
dai retta ti conviene,
vattene via di qui.
A intervalli una goccia cadeva: un rumore secco e rapido seguito da una piccola pausa, con regolarità.
A quel suono, Markus aggiunse quello delle pietre che batteva tra di loro e contro le pareti della caverna, poi iniziò a modulare la voce seguendo il ritmo.
Ta ta tum Ta ta tum
Sono bloccato qui
in questa caverna.
Ta ta tum Ta ta tum
Batti un po’ le mani,
tieni questo ritmo.
Ta ta tum Ta ta tum
Basta qualche sasso
per fare del gran chiasso.
Ta ta tum Ta ta tum
Se non hai le pietre
usa le tue mani.
Ta ta tum Ta ta tum
Batti con i piedi
questo ritmo antico.
Ta ta tum Ta ta tum
Battilo più forte
e sarai mio amico.
Ta ta tum Ta ta tum
Trasforma una canzone di cui conosci a memoria il testo in un canto primitivo. Scrivi le parole al contrario e leggi scandendole bene: il tuo linguaggio sarà misterioso e incomprensibile!

Batti le mani contro le cosce sbuffa col petto piega le gambe lascia che i fianchi si muovano a tempo sbatti i piedi più forte che puoi.

Rispondi.
- Chi è il protagonista della storia?
- Dove si trova all’inizio della vicenda?
Con chi?
Perché?
- Che cosa rappresentavano i disegni sulla parete della grotte?

- Hai capito grazie a quale «magia» Markus è stato teletrasportato nella preistoria?
È salito su una macchina del tempo.
Ha appoggiato la sua mano sull’impronta di una mano dipinta.