IL BRUTTO ANATROCCOLO

038-064 antologico.qxp_Layout 1 03/02/16 16:58 Pagina 60 QUELLO CHE SO FARE LEGGE L INSEGNANTE IL BRUTTO ANATROCCOLO Vicino a un vecchio castello mamma anatra covava le uova. Presto, uno dopo l altro, gli anatroccoli fecero la loro comparsa. Solo l uovo più grosso era ancora chiuso. Quando il guscio si aprì, venne fuori un anatroccolo molto grande che non somigliava ai suoi fratelli, grigio, goffo e brutto com era. Mamma anatra lo grattò sulla nuca e gli lisciò le penne, quindi decise di portare tutti i piccoli nel pollaio. Non appena l anatroccolo fece la sua comparsa le anatre, le galline e i tacchini furono disturbati dalla sua bruttezza, cominciarono a prenderlo in giro, a morderlo e a scacciarlo. Spaventato, il piccolo scappò. Volò oltre la siepe, vicino alla grande palude dove abitavano le anatre selvatiche. A un tratto l aria si riempì di rumori spaventosi, erano i cacciatori che sparavano con i loro fucili. Vicino all anatroccolo comparve un cane enorme dagli occhi minacciosi. Il cane lo annusò e lo allontanò senza morderlo. Il piccolo, tutto tremante, si nascose nell erba alta e soltanto di notte si allontanò dalla palude, correndo attraverso i campi. La mattina raggiunse una povera capannuccia di contadini dove abitavano una vecchia, un gatto e una gallina. La vecchia scambiò l anatroccolo per un anatra grassa e pensò che avrebbe fatto delle belle uova. Ma i giorni passavano e le uova non arrivavano, così la vecchia lo lasciò andare. Intanto era arrivato l autunno. Sulle rive di uno stagno l anatroccolo vide degli uccelli stupendi, bianchi con il collo lungo: erano cigni e stavano per volare verso i paesi caldi. Il piccolo li guardò ammirato. L inverno fu molto freddo e l anatroccolo rimase imprigionato nel ghiaccio; per fortuna un contadino di buon cuore lo curò nella sua casa e lo salvò da morte sicura. Finalmente tornò la primavera e il brutto anatroccolo volando si trovò in un laghetto dentro un grande giardino. Dal folto delle piante sbucarono tre stupendi cigni. L anatroccolo volò nell acqua verso di loro; questi gli si avvicinarono. L anatroccolo si spaventò e abbassò il collo sull acqua. Così facendo vide la sua immagine riflessa: non era più l uccello di una volta grigio e brutto, era anche lui un cigno. I grandi cigni gli nuotavano intorno e l accarezzavano con il becco: tanta felicità non l aveva mai provata! Hans Christian Andersen, Fiabe, Einaudi 60
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